Descrizione
Il territorio dell’Ecomuseo della Valsugana, dalle sorgenti di Rava al Brenta, è stato rinomato, fino alla seconda metà del Novecento, per l’abilità dei propri scalpellini, principalmente quelli di Villa, impegnati nell’estrazione e nella lavorazione degli ostici graniti di Cima d’Asta. Un mestiere che ha trovato i propri ultimi testimoni nella cooperativa attiva a Villa fino alla grande alluvione del 1966, quando il torrente Chieppena, da sempre riottoso nei propri argini, ha riversato in paese un autentico fiume di quei sassi che avevano fino ad allora garantito il pane a tante famiglie della zona.
A ricordo della perizia degli scalpellini rimane il bel campanile della parrocchiale della Madonna della Mercede di Agnedo, eretto tra il 1881 e il 1895 su disegno di Eugenio Prati che ne sorvegliò personalmente la costruzione; molti dei graniti lavorati da questi scalpellini sono ora sparsi nel mondo.
«Pietre d’acqua», il simposio di scultura in granito quest’anno alla sua settima edizione, vuole riannodare il filo di una tradizione perduta recuperando saperi antichi e restituendoli attraverso il linguaggio dell’arte. Il binomio che dà il titolo alla rassegna richiama anche la forza dell’acqua, che rappresenta il tratto distintivo dell’Ecomuseo stesso: nello stesso tempo fonte di ricchezza, forza generatrice che plasma la pietra e il territorio, sorella benevola che a volte può trasformarsi in matrigna crudele dell’uomo. Ricorre quest’anno il centenario dell’alluvione del 1924 che sarà oggetto di una mostra che verrà esposta nei prossimi giorni.
Seguendo un impianto ormai consolidato, gli scultori hanno lavorato le pietre del Chieppena dal 30 agosto all’8 settembre. Le opere rimarranno lungo le sponde del torrente integrandosi nel paesaggio e costituiranno il nuovo tassello di un percorso che si snoda fino al Brenta: un piccolo museo a cielo aperto che vorremmo offrire allo sguardo di quanti ripercorreranno le nostre vie d’acqua, assieme al ricordo di chi seppe vivere il territorio ricavandone il necessario sostentamento con capacità e impegno tali da rappresentare una piccola eccellenza trentina.
Gli artisti dell’edizione 2024, sono Kudo Masahide (Giappone), Yu Minami (Giappone) e Lin Hong Wen (Taiwan).
Un simposio che diventa sempre più internazionale e che ci consente di riannodare un rapporto tra la nostra terra e il Giappone nel ricordo di Don Giuseppe Grazioli, prelato colto e lungimirante, famoso per i viaggi volti a trovare una specie di baco da seta in grado di debellare la pebrina. Nella seconda metà dell'Ottocento don Giuseppe Grazioli giunse fino in Giappone per aiutare gli agricoltori trentini in questa impresa e proprio nella terra del Sol Levante ebbe modo di trovare un baco in grado di aiutare la povera economia agricola del Trentino.
La direzione artistica del simposio è curata da Paolo Dolzan.
All'Ecomuseo della Valsugana, agli artisti, a Paolo Dolzan, Mario Sandri, Lorenzo Bellin, al Comitato San Bas-cian, alle ditte Litodelta, La Mercantile, Casarotto S.p.A., ai servizi Attività culturali e Bacini montani della Provincia, alla Rete degli Ecomusei del Trentino e a tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato e hanno reso possibile la realizzazione di questa 7a edizione del simposio, un ringraziamento profondo e sincero nella speranza di poterci ritrovare l’anno prossimo per la 8a edizione.