Villa Adelia

L’elegante palazzotto di fine Ottocento denominato Villa Adelia dal nome della prima proprietaria, la signora Adelia Suster, fu fatto costruire dal professor Guido Suster per sé e la sua famiglia tra il 1896 e il 1898.

Cultura
© Comune di Castel Ivano - Creative Commons CC0 1.0 Universal - Public Domain Dedication (CC0 1.0)

Descrizione

Villa

L’elegante palazzotto di fine Ottocento denominato Villa Adelia dal nome della prima proprietaria, la signora Adelia Suster, fu fatto costruire dal professor Guido Suster per sé e la sua famiglia tra il 1896 e il 1898.

Il più antico documento della casa si trova nel Catasto del 1780, dove lo stabile figura di proprietà dei fratelli Lovatini.

Nel 1798 l’edificio, chiamato Melera, fu venduto a Giambattista Della Maria e, in seguito, il secondo piano fu occupato dal dottor Giovanni Weiss.

Divenne poi proprietà della famiglia Rinaldi, che vi ospitò il sarto Battista Agostini detto Calivo, da cui il cambio di nome da Melera a California.

La proprietà passò dunque a Ilario Castelpietra, Antonio Costa di Scurelle e infine a Guido Suster, al quale si devono i lavori più significativi nel palazzo dal 1896 al 1898.

Il complesso monumentale di Villa Adelia è composto da tre edifici con caratteristiche differenti che, insieme a una fontana e a un secolare cedro deodara, concorrono a creare un insieme architettonico di particolare interesse.

Sul lato nord del cortile centrale si trova l’edificio padronale.

Villa Adelia, come analoghe costruzioni del tempo, è in un eclettico stile neorinascimentale.

Alle due estremità del frontone campeggiano ancora due delle quattro statue in terracotta di ispirazione classica, ricordo di un glorioso passato, che completavano il fastigio.

Segue, senza soluzione di continuità, l’edificio della Melera.

Al centro del cortile, sul lato a sera, una fontana monumentale, creando un piacevole sfondo scenografico, modula il passaggio tra i corpi di fabbrica settentrionali e la barchessa, posta sul lato sud del cortile.

L’interno della villa si presenta ancora assai accattivante.

Suster volle che la dimora non avesse nulla da invidiare alle ville rinascimentali ispirate alla tradizione classico-romana. In effetti, la decorazione che si stende su pareti e soffitti delle stanze del primo piano si connota per un eclettismo intellettualistico che mette assieme, con molta disinvoltura, stilemi neoromani (vagamente pompeiani), neomedievali, romantici e liberty mantenendo una linea coerente e piacevole.

Modalità di accesso

Edificio privato.

Indirizzo

Punti di contatto

Struttura privata

Privato:

Ulteriori informazioni

Testi a cura dell'Ecomuseo della Valsugana - Dalle sorgenti di Rava al Brenta

ASCOLTA L'AUDIOGUIDA (link esterno)

Sito web e servizi digitali OpenCity Italia distributed by Comunweb · Accesso redattori sito