Descrizione
Il Palazzo Bertagnoni, già dei Ceschi di Santa Croce, potrebbe avere un’origine tardo cinquecentesca. Fu acquistato attorno alla metà del XVII secolo da Giovanni Pietro Giuseppe Ceschi di Santa Croce, Commissario arciducale ai Confini d’Italia e Vicario generale di Ivano.
In questa casa il 13 novembre 1663 nacque Girolamo Armenio Ceschi, personaggio chiave nella storia della Valsugana nella prima metà del XVIII secolo. Dopo la morte di Girolamo (1742) l’edificio fu acquisito dalla famiglia Bertagnoni, arrivata a Strigno da Bassano nella prima metà del XVII secolo.
Il 26 marzo 1833 vi nacque il pittore Albano Tomaselli, ricordato da una lapide in facciata.
L’edificio, duramente colpito dai bombardamenti della Prima guerra mondiale, fu parzialmente ricostruito e sopraelevato di un piano nel 1923 su progetto dell’architetto Ettore Sottsass senior (1892 † 1953). Alla morte di Emilia, ultima discendente dei Bertagnoni (8 marzo 1956), tutte le sue proprietà, compreso l’antico palazzo, passarono per volontà testamentarie alla Chiesa Decanale di Strigno.
L’attuale costruzione è sviluppata per tre piani su un blocco abitativo, originariamente rettangolare, con un avancorpo sul lato sud, occupato dal giro scale, e una torretta a base quadrata innestata sullo spigolo sud-ovest, alla quale, prima del 1859, venne aggiunto un piccolo vano quadrato. Nel piano nobile l’edificio conserva tre delle originali porte incorniciate da stipiti lapidei. Il secondo piano fu aggiunto nella ricostruzione postbellica secondo il progetto Sottsass. La fattura barocca del portale e l’uso dell’ordine tuscanico nei capitelli e nelle membrature architettoniche inducono a collocare il portale e le bifore tra gli ultimi decenni del Seicento e i primi del secolo successivo.
Il bel portale, che immette nell’androne del pian terreno, si trova attualmente al di sotto del piano stradale per la successiva sopraelevazione della piazza.