Cimitero vecchio di Strigno

Si tratta in realtà del terzo cimitero del paese in ordine di realizzazione (dopo quello di San Vito e quello di San Zenone, realizzato attorno alla pieve dopo il trasferimento della sede pievana da Ivano a Strigno, vale a dire intorno al terzo decennio del Quattrocento, e in uso fino al 1828/29).

Cultura
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Descrizione

Cimitero

Si tratta in realtà del terzo cimitero del paese in ordine di realizzazione (dopo quello di San Vito e quello di San Zenone, realizzato attorno alla pieve dopo il trasferimento della sede pievana da Ivano a Strigno, vale a dire intorno al terzo decennio del Quattrocento, e in uso fino al 1828/29).

Questo terzo cimitero fu costruito tra il 1828 e il 1829 attorno alla seicentesca chiesa della Madonna di Loreto, venendo da subito indicato come il cimitero di Loreto.

Il trasferimento del cimitero dal sagrato della chiesa a una posizione scomoda e lontana come quella di Loreto incontrò opposizione tra la popolazione, anche perché il terreno del primo appezzamento era magro, sassoso e inadatto a seppellire i morti.

La prima salma sepolta nel nuovo cimitero di Loreto, il 27 agosto 1829, fu quella di Maria Paoletto, una bambina morta due giorni dopo la nascita.

Nel 1836 il cimitero accolse molte vittime dell’epidemia di colera.

Durante la seconda ondata di colera, quella del 1855, nella quale perirono 45 persone, l’Imperial Regia Pretura di Strigno per evitare contagi e per tener lontane le persone dalle esalazioni dei cadaveri, decise di chiuderne per due mesi l’accesso.

Verso il 1868 il Comune di Strigno fece una radicale bonifica al suolo del cimitero, raccogliendo tutti i sassi e sprofondandoli in una grossa buca fatta scavare poco oltre la porta a sera.

Nello scavo furono rinvenute molte ossa umane per cui si pensò, vista la relativa vicinanza con via del Pretorio, dove un tempo si trovava il ghetto degli ebrei, che lì ci fosse stato un antico cimitero ebraico.

All’ingresso si trova un monumentale portale lapideo affiancato sulla sinistra da un capitello con un Crocifisso ligneo di recente fattura gardenese.

Il portale, di linee ancora tardo rinascimentali, è quello realizzato nel 1604 per l’antica Pieve su ordine del vescovo Giacomo Rovellio (Salò 1584 † 1610), che aveva eletto temporaneamente la sua residenza a Strigno facendo fare le funzioni di Cattedrale alla chiesa pievana.

Le misure del portale coincidono perfettamente con il foro sulla facciata dell’antica chiesa, demolita nel 1827, rimesso in luce da un recente scavo archeologico e poi coperto.

Modalità di accesso

L'accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato.

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Testi a cura dell'Ecomuseo della Valsugana - Dalle sorgenti di Rava al Brenta

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