Descrizione
Il cimitero che sorge attorno alla chiesa di Santa Apollonia ha origini molto antiche. Anche se viene nominato per la prima volta dal vescovo Giacomo Rovellio nel 1585, non è detto che la sua presenza non possa risalire a secoli addietro.
Sappiamo in proposito che buona parte dell’Archivio Diocesano di Feltre, contenente quasi sicuramente le relazioni delle Visite Pastorali precedenti l’assedio di Massimiliano, andò distrutta nell’incendio alla città del 1510.
Un primo ampliamento del cimitero fu attuato dopo le disposizioni del vescovo Agostino Gradenigo, date nella Visita Pastorale del 2 maggio 1612, e rinnovate in un sollecito del 7 agosto 1626. Nella successiva Visita del 1642 del vescovo Zerbino Lugo non si parla più dell’ampliamento del cimitero ma si lamenta invece l’assenza di una fossa e di un graticcio all’ingresso. Da ciò si può stabilire con relativa sicurezza che la nuova zona cimiteriale posta dietro alla chiesa dovrebbe risalire al terzo-quarto decennio del Seicento. Prima di allora il cimitero, vista anche la conformazione del terreno, si trovava prevalentemente sul sagrato antistante la chiesa con, forse, qualche tomba addossata alle sue pareti esterne.
Un nuovo ampliamento venne eseguito nel 1951. Oltre ai normali lavori di manutenzione e messa in sicurezza, una ristrutturazione e un ulteriore ampliamento del cimitero, unitamente a un radicale restauro e risanamento della chiesa di Santa Apollonia, fu fatto nel 1992 sulla base di un progetto dell’architetto Lanfranco Fietta di Pieve Tesino.