Chiesa eremo di San Vendemiano

La chiesetta di San Vendemiano è stata fino al 1923 l’unica del paese. Viene nominata per la prima volta nel 1531 ma tutto fa credere che essa sia stata eretta fra il XIII e il XIV sec., come altre chiesette simili della Valsugana sorte in luoghi solitari.

Cultura
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Descrizione

Eremo

La chiesetta di San Vendemiano è stata fino al 1923 l’unica del paese. Viene nominata per la prima volta nel 1531 ma tutto fa credere che essa sia stata eretta fra il XIII e il XIV sec., come altre chiesette simili della Valsugana sorte in luoghi solitari.

Tra il XVI e il XVIII sec. San Vendemiano fu tenuta da vari eremiti che vivevano in una casa, costruita nei pressi dell’abside, di cui rimangono tracce delle fondamenta tra la vegetazione.

Un completo restauro e risanamento è stato realizzato dal 2002 al 2007.

Esternamente la chiesa è animata dall’abside poligonale (inizio del XVII sec.), da un campanile a vela, dal vestibolo (protiro) cinquecentesco e dalla piccola sacristia, ricostruita più volte sul fianco nord. Sulla parete del vestibolo è rappresentata la Vergine in trono col Bambino tra San Vendemiano e un altro Santo Vescovo.

Sulle vele della crociera sono raffigurati i simboli dei quattro Evangelisti in una sequenza insolita: Matteo, Marco, Giovanni e Luca. Sopra le due arcate esterne laterali sono rappresentati i profeti Isaia, Michea, Davide e Zaccaria.

Sull’arcata centrale vi sono le figure dell’Arcangelo Gabriele e della Vergine Annunziata, mentre in una finestra al centro si vede Dio Padre nell’atto di mandare la Colomba dello Spirito Santo a compiere il mistero dell’Incarnazione.

Questi dipinti, databili alla prima metà del XVI secolo, evidenziano caratteri stilistici e pittorici vicini ai modi del bassanese Andrea Nasocchi (notizie dal 1514 al 1524).

L’interno, a navata unica rettangolare, seguita dal presbiterio rialzato di un gradino, termina con un’abside pentagonale.

La copertura è un rifacimento del 1922.

All’interno della sacristia è incassato un bel lavabo marmoreo seicentesco.

Pregevole e raro è l’altare ligneo risalente al 1655, oggetto di un recente restauro.

La pala, con la Vergine col Bambino e angeli tra i Santi Vendemiano e Marco, un modesto lavoro di un pittore locale, posta sull’altare nel 1922, sostituisce una più preziosa opera, attribuita al Domenichino e trafugata durante la Grande guerra.

Internamente, l’unica traccia della decorazione pittorica cinquecentesca consiste in un riquadro raffigurante Re Davide assiso in trono, attribuibile al maestro dei Profeti esterni.

Modalità di accesso

Edificio ecclesiastico.

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Testi a cura dell'Ecomuseo della Valsugana - Dalle sorgenti di Rava al Brenta

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