Chiesa di Loreto

La chiesa della Madonna di Loreto sorge sul luogo di un probabile cimitero ebraico. Giuseppe Bertagnoni, possidente di Bassano residente a Strigno e particolarmente devoto alla Madonna Lauretana, si recò nel 1632 a Feltre per ottenere dal vescovo la licenza di erigerla.

Cultura
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Descrizione

Chiesa

La chiesa della Madonna di Loreto sorge sul luogo di un probabile cimitero ebraico. Giuseppe Bertagnoni, possidente di Bassano residente a Strigno e particolarmente devoto alla Madonna Lauretana, si recò nel 1632 a Feltre per ottenere dal vescovo la licenza di erigerla.

L’impresa fu terminata nel 1645 dal parroco don Gaspare di Castelrotto, che volle imitare la Santa Casa di Loreto, in tutto e per tutto, facendo fare rilievi esatti delle pareti interne, delle porte, della finestrella a sera e della volta, per poter riprodurre il tutto fin nelle estreme minuzie, con tutti i particolari delle murature, comprese le crepe e gli intonaci scrostati o le pietre irregolari.

Allo stesso modo fece copiare, per riprodurli, tutti i dipinti di Loreto, anche quelli frammentari, in modo da offrirci dell’originale una testimonianza molto fedele e preziosa, unica nel suo genere.

Nel 1751 fu rubata la statua lignea della Vergine Lauretana, oggetto di intensa devozione, restituita nel 1836.

Nell’arco dei suoi quasi quattro secoli di vita la chiesa fu più volte minacciata dall’irruenza delle acque del Chieppena, rimanendo sempre miracolosamente intatta.

La chiesa, conosciuta anche come Santa Casa di Loreto, era nel passato un vero e proprio santuario, meta di fedeli e pellegrini provenienti anche da lontano.

Prima della Grande guerra era ingombra di ex voto, testimonianza di una grande devozione, di guarigioni o scampati pericoli.

Gran parte di questi ex voto andarono perduti o furono trafugati durante il conflitto, al pari della venerata immagine della Madonna Mora, rimpiazzata nel 1921 con una pregevole opera di Giuseppe Rifesser junior di Ortisei.

Come copia fedele della Santa Casa di Loreto, la chiesetta è uno dei più singolari monumenti del Trentino, soprattutto per il pregevole ciclo di affreschi neomedievali che copre le pareti interne. Esso è stato attribuito, dallo storico dell’arte Vittorio Fabris, alla Bottega dei Fiorentini, molto attiva in quel periodo in Valsugana, in particolare ai figli di Lorenzo senior (Borgo Valsugana, 1580 ca. † 1644), Giacomo (Borgo V., 1612 † 1660) e Francesco (Borgo V., 1614 † 1682).

La campanella della chiesa è detta la Mortaréla perché suonava in occasione dei funerali dei bambini.

Modalità di accesso

Edificio ecclesiastico.

Indirizzo

Ulteriori informazioni

Testi a cura dell'Ecomuseo della Valsugana - Dalle sorgenti di Rava al Brenta

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