Descrizione
Un robusto muro in pietra a secco sostiene un ampio terrapieno, conosciuto come il Dosso delle Castelàre, sul quale alcuni ruderi testimoniano l’antica presenza del Castello di Strigno che venne detto Castelrotto dopo essere stato distrutto da Francesco da Carrara nel 1365 a seguito della ribellione di Biagio I da Strigno, a ciò indotto da Biagio II d’Ivano.
Nel luogo non è mai stata fatta una sistematica campagna di scavi e le poche tracce visibili non riescono a dare un’idea sufficiente di come doveva essere la costruzione originale.
Per le dimensioni ridotte più che di un castello vero e proprio, con cortine murarie e mastio, si doveva forse trattare di una casa fortificata con cortile, circondata da mura merlate.
Il segno del castello in rovina è comunque riportato nell’Atlas Tirolensis di Peter Anich del 1766: segno che a quella data i ruderi erano ancora in piedi, come si può vedere oggi per Castellalto a Telve o Castel Selva vicino a Levico.
Scrive sull’argomento Ottone Brentari: Sopra Strigno, sul colle dei Trenti o Castellare, a NE della borgata, sorgeva il Castello di Strigno, posseduto nel 1030 da una famiglia del medesimo cognome, come ne fa fede Giacomo Castelrotto nella sua cronaca.
In un documento del 1374 il castello è chiamato castellare, castelliere, il che indica che a quell’epoca esso era diroccato.
Nel 1528 i fratelli Biagio e Battista Castelrotto, discendenti dalla nobile famiglia Da Strigno, apposero sul proprio palazzo ricostruito in piazza a Strigno il loro stemma lapideo con il motto: Blasivs et Baptista fratres qvi castri strigni aedem renovare cvrant in signa dvcvnt MDXXVIII (I fratelli Biagio e Battista i quali curano di rinnovare la dimora del castello di Strigno appongono questo stemma nel 1528).