Descrizione
Il restauro del 1999-2000 ha ampiamente recuperato il dipinto che, contrassegnato da un tono spiccatamente popolare, non manca di una certa carica espressiva e comunicativa, pur nella sua ingenua rappresentazione del fatto miracoloso. Stilisticamente il dipinto appare molto vicino ai modi del pittore Carlo Sartorelli di Telve; infatti, tale soggetto si ritrova rappresentato, più o meno negli stessi modi, in un dipinto della sacristia di Roncegno, datato 1790, ed entrambe le opere sono ricavate dall’analogo soggetto dipinto da Elena Zambaiti nel 1729 per il santuario di Montagnaga di Pinè. Il confronto visivo e stilistico tra i dipinti di Roncegno e di Ivano sembra confermare la loro appartenenza a un’unica mano.
Le due figure del dipinto di Ivano, la Madonna e la pastorella, appaiono addirittura ricalcate su quelle di Roncegno, con piccole varianti nelle pose e nel paesaggio dello sfondo e una minor sicurezza di tratto, dovuta probabilmente all’invecchiamento del pittore che, nel presunto periodo di esecuzione dell’opera, cioè verso il 1816/17, doveva avere circa 66 anni.