Descrizione
Si deve a don Simone Paterno (Spera, 1613 † Borgo Valsugana, 1667) la costruzione di un primo edificio adibito a canonica, ovvero a dimora del prete beneficiato presso l’altare di Santa Apollonia, da lui creato ed eretto nell’omonima chiesa.
Così scrive il sacerdote nell’elenco dei beni lasciati in dotazione al beneficio: […] Item lascio et consegno una Casa di nuovo frabicata, et eretta con muri murata, et di scandole Coperta giacente nella Villa di Spera in loco detto sotto i Veschi con stanze alte et basse, et con altre commodità, alla qual conna à mattina il mio Cortivo, à mezo giorno, et à sera l’hortale sopranominato, à monte le Case de i Veschi [...].
Il 28 febbraio 1811 la canonica andò a fuoco e bruciò gran parte delle suppellettili in essa contenute. Nel 1913 l’edificio fu sopraelevato di un piano.
Durante la Prima guerra mondiale lo stabile subì gravi danni, tanto che a guerra finita lo si ricostruì quasi in toto, ampliandolo con l’acquisizione di nuovi edifici e dedicandolo a centro per i giovani e le attività della parrocchia. Fu ulteriormente ristrutturato e ampliato nel 1949 per iniziativa del parroco don Gioacchino Ferrari (1896 † 1981). Ne risultò un ampio edificio che comprendeva anche la casa per l’Azione cattolica e, al piano terreno, una piccola sala teatrale.
Dopo la morte di don Ferrari la comunità di Spera volle porre sulla facciata della canonica una lapide a ricordo del parroco che resse la parrocchia per ben ventiquattro anni e realizzò l’Oratorio.