Cos'è
In occasione del centenario della grande alluvione del 1924 l'Ecomuseo della Valsugana propone una mostra fotografica all'aperto in piazza del Municipio.
Venerdì 26 settembre 1924 il Gazzettino pubblica in prima pagina un lungo articolo di Orazio Marcheselli sull’alluvione che nella notte fra il 24 e il 25 ha devastato Strigno. Anche in questa occasione, come nella successiva grande alluvione del 1966, il Chieppena ottiene il proprio tributo di sangue, rappresentato dal nomade Angelo Aiardi e dalle sue quattro figlie di 23, 15, 15 e 3 anni.
[…] Le vie sono coperte dalle acque che scorrono come tra gli argini. Il Cimasa (Cinaga, ndr) e l’Ansegna (Ensegua, ndr) hanno unito le loro acque con quelle del Chioppena (Chieppena, ndr), che ha rotto il ponte del Casermone presso il Canavero. Poi insieme hanno chiuso il paese, come dentro un insieme di lava. Si sono rovesciati, non trattenuti e hanno travolto e trascinato via tutto quanto era sul loro cammino. Piazza dei Santi sembra sconvolta come da un movimento tellurico, e di qui fino al limite dell’abitato sono le case allagate. La sede della Cooperativa ha uno squarcio che raggiunge la fondamenta. La farmacia di Ugo Rella è presa dalle acque. Il buon uomo la sta ripulendo con una scala. Nell’acqua galleggiano i provini ed i lambicchi e si arenano poco più in là sulla ghiaia e sulla fondamenta. Poi sono le case di Giovanni del Mago di Castelpietro di Florian, il Casellone ed il Casello municipale. Nella notte quando l’acqua rovescia in furia, il commissario prefettizio si trova bloccato in casa. Vecchio ma forte, è superiore all’ostacolo ed anche lui instancabile, e sembra fra i giovani il più giovane. Ma il bilancio è triste. Cinque morti.