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Territorio

Villa Agnedo

di Venerdì, 01 Luglio 2016

Villa e Agnedo ( come Strigno, Scurelle, Spera, Samone, Ivano Fracena, Ospedaletto e Bieno ) facevano parte della giurisdizione di Ivano, cioè di quel territorio sul quale il feudatario esercitava il suo potere.

Gli stessi paesi, da un punto di vista ecclesiastico, formavano il pievano di Strigno, cioè l' antica parrocchia. La vita civile economica e religiosa di Villa Agnedo gravitò su Ivano, dove esistevano il Tribunale, le carceri, la chiesa, il cimitero. Il castello era il centro, il cuore, dei paesi che formavano la giurisdizione. Agli inizi del secolo XV venne costruita la chiesa di Strigno e tra il 1419 e il 1421 vi fu trasferita la parrocchia. Da allora iniziò un lento e progressivo spostamento del centro religioso e civile da Ivano a Strigno che, diventato sede della parrocchia, in seguito diventò anche capoluogo della giurisdizione di Ivano.

Il Castello, pur essendo dal 1413 dominio degli arciduchi d' Austria e conti del Tirolo, passo diverse volte da un signore all' altro perché i proprietari (gli Asburgo) o esercitavano il loro dominio su Ivano per mezzo di capitani di loro fiducia, o cedevano il feudo come pegno ( per denaro prestato ) a qualche famiglia nobile. Con il castello cambiavano padrone anche i paesi che formavano la giurisdizione. La dipendenza del Comune di Villa Agnedo ( come degli altri Comuni della giurisdizione ) dal feudatario si concretizza in diverse forme di prestazioni, cioè di tasse o di altri obblighi verso il signore di Ivano. Da un documento del 1531 risulta che il Comune di Villa Agnedo doveva pagare ogni anno al castellano una tassa ( la "colta" ) in tre rate: a S. Pietro ( 29 giugno ), a S. Michele ( 29 settembre ), a S. Andrea ( 30 novembre ). Doveva pagare inoltre un' altra tassa ( la "guardia" ) per la difesa del castello. Altre tassa piuttosto gravosa dovuta al castello erano le "decime", cioè la decima parte del raccolto annuale. Tra le prestazioni dovute al castello si possono ricordare anche i cosi detti "pioveghi"; i sudditi di Villa Agnedo, insieme con altri, dovevano lavorare "a piovego", cioè gratis, un prato sotto Samone ( più di 40.000 mq ) e il prato di Saletto ( più di 200.000 mq ). A tutto ciò si dovevano aggiungere i "livelli", cioè gli affitti che diversi privati erano tenuti a pagare al castello. Nel 1750 Ivano divenne feudo perpetuo dei conti Wolkenstein-Trostburg, che già dal 1679 lo possedevano come feudo pignoratizio. La storia di Villa Agnedo e dei suoi abitanti fu certamente influenzata dalla lunga signoria di questa potente e nobile famiglia tirolese che fu padrona del castello fino al 1923.

Nel 1830 ebbe fine la giurisdizione di Ivano. Il potere giudiziario passò allo Stato. Poco dopo, tra il 1839 e il 1852, ebbe fine anche quel complesso sistema tributario costituito dalle decime e dalle altre prestazioni feudali. Terminò così un' epoca storica che ebbe inizio nel medioevo; Villa e Agnedo ( come gli altri paesi della giurisdizione ) iniziarono una vita più autonoma, pur restando

il castello un importante punto di riferimento.

L' economia delle due frazioni in passato si basava quasi esclusivamente sull' agricoltura. Le campagne possedute dai contadini delle due frazioni però erano scarse. Per aumentare la terra da coltivare furono ridotti a coltura terreni non coltivati o occupati a bosco. Alcuni toponimi ancora esistenti nel territorio comunale testimoniano e ricordano questa "fame di terra": Ronchi; Frate;

Novai; Novale. Il castello di Ivano possedeva parecchi fondi, e forse i migliori, nel territorio di Villa Agnedo. Nel Catasto Teresiano del 1788 sono nominati cinque fondi appartenenti al castello, il più esteso dei quali ( più di 200.000 mq ) si trova a Saletto. In seguito i conti Wolkenstein-Trostburg acquistarono da privati di Villa Agnedo altri terreni. Nel 1859 il castello possedeva fondi nelle

seguenti località del territorio comunale: a Borgo di Caren, al Torchio, al Tormine, ai Sandroni, al Col Tondo, al Masiere, in Saletto, alle Coste, al Colle di Sugo, al Mulino, al Coste di Saletto, alle Masiere di Breo ( i toponimi sono dell' epoca ).

Circa le campagne di Villa Agnedo si deve tener presente anche che nei secoli passati le migliori erano spesso devastate dal torrente Chieppena che le riempiva di sassi e ghiaia.I prodotti più coltivati nei secoli scorsi erano: grano turco ( sorgo ), frumento, segala, orzo, granosaraceno ( formenton ), fagioli, piselli varie qualità di verdure. Da ricordare anche la coltura della vite e del gelso. La coltivazione della patata si diffuse solo dagli inizi del secolo scorso. Si può ricordare che, secondo storici veneti ( e ciò è ricordato anche da Angelico Prati nella sua opera I Valsuganotti) il territorio dei Sette Comuni (Vicenza) a arrivava fino all' alveo del fiume Brenta. In seguito a ripetute usurpazioni degli abitanti della Valsugana, denominati allora Tirolesi, il confine venne spostato sulla cresta dei monti. Secondo questi storici le campagne e i boschi (allora ricchi di faggi e di conifere) oltre il fiume Brenta non facevano parte del territorio comunale di Villa Agnedo.

Ci furono controversie per i confini col territorio vicentino anche in tempi recenti.

Nonostante la povertà e la grande mortalità infantile ci fu un continuo aumento degli abitanti di Villa Agnedo fino agli inizi del secolo. Ciò appare dai seguenti dati:

ANNO N. ABITANTI ANNO N. ABITANTI

1585 213 1914 905

1728 336 1921 962

1826 476 1929 974

1840 577 1933 1053

1850 631 1942 993

1860 696 1950 930

1870 817 1961 762

1880 780 1971 771

1890 827 1981 661

1900 883 1991 662

1910 962

Il Comune è formato da due frazioni ben distinte e separate dal torrente Chieppena le cui piene spesso, in passato, asportavano il ponte accentuando così la separazione dei due villaggi. Nel secolo XVI Villa era certamente la frazione più importante e più popolata. A oriente del villaggio esisteva già la chiesetta che per molto tempo servì anche gli abitanti di Agnedo. Nel secolo XVIII essa ebbe un sacerdote per la cura d' anime delle due frazioni. A Villa, accanto alla chiesetta, esisteva anche il cimitero che in seguito fu in parte occupato dalla chiesa stessa che vene riedificata più ampia negli anni 1846-1850.

Agnedo è situato ai piedi del colle sul quale sorge il castello di Ivano. Anticamente una ripida strada denominata " L' Erta " saliva dalla frazione verso la primitiva entrata del castello, quella orientale. Probabilmente questa strada collegava il castello con la più antica strada che da Feltre portava a Trento passando per Primolano e risalendo la Valsugana.

Agli inizi del secolo scorso sorse una lunga vertenza tra i frazionisti di Villa e quelli di Agnedo. I primi volevano che il curato celebrasse la messa e le altre funzioni nella loro chiesa e appoggiavano la loro richiesta su antichi diritti acquisiti e sul fatto che la loro chiesa fu la prima chiesa fu la prima chiesa curaziale del comune.

I frazionisti di Agnedo volevano che il curato celebrasse nella loro chiesetta; proposero anzi che fosse fabbricata una chiesa più grande per le due frazioni sul colle del Palazzo, dove attualmente sorgono le scuole. Appoggiavano la loro richiesta sul fatto che la frazione rappresentava circa due terzi dell' intera popolazione del comune e che la chiesa di Villa era esposta a evidente pericolo

delle inondazioni.

Per por fine alla controversia il vescovo chiese al decano di Strigno se fosse il caso di sopprimere la curazia assegnando Villa alla parrocchia di Strigno e Agnedo alla curazia di Ospedaletto o a quella di Ivano Fracena, affermando che la stessa situazione fisica delle due frazioni rendeva inopportuna la loro unione in una medesima curazia. Questa soluzione non fu accettata dagli

abitanti di Villa.

L' autorità ecclesiastica fece diversi tentativi per trovare una soluzione alla controversia. Tutto fu inutile. Il conflitto che dilaniava le due frazioni ebbe fine solo nel 1906, anno in cui Agnedo fu eretta a curazia indipendente da Villa.

Si può ricordare che a Villa esiste il toponimo " la Cesura de don Grazioli "; ad Agnedo " la Cesura dei Prati ". Questi luoghi ricordano alcune persone importanti che in passato abitarono a Villa e ad Agnedo: don Giuseppe Grazioli; Ezio Franceschini; Angelico Prati.

Il Comune di Villa Agnedo che, inteso come comunità facente parte civilmente della giurisdizione di Ivano ed ecclesiasticamente del pievano di Strigno, esiste ab immemorabili, in un certo senso da sempre, il 7 giugno 1928 fu unito ( assieme con Ivano Fracena, Samone, Scurelle e Spera ) a Strigno. Fu ricostituito l' 11 novembre 1946.